Journal  Alienazione Genitoriale Journal-Dossier

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Pubblicato il: 29/04/2013 - Aggiornato il 4/06/2013

News Nel bambino alienato sono operativi due diversi modelli

Perché nei casi di alienazione genitoriale è indispensabile allontanare temporaneamente il genitore alienante e far vivere al bambino episodi con il genitore alienato? Perché il bambino, nell’istante di passaggio da un genitore all’altro, oppone una forte resistenza, ma come si allontana cambia completamente atteggiamento? Questo comportamento ha diverse motivazione, una di queste trova la spiegazione nel modo in cui funziona la memoria.
Se ad esempio, un bambino assiste a ripetute a scene in cui il padre [o la madre] quando rientra dal lavoro gioca con lui e li manifesta affetto, questi eventi vengono memorizzate nella memoria episodica (o memoria implicita); mentre se nel medesimo periodo o in periodi successivi la madre [o il papà] racconta al figlio episodi di maltrattamento o frasi del tipo papà [o mamma] non ci vuole bene, ma vuole solo arruffianarti per allontanarti dalla mamma [o dal papà], questi racconti vengono memorizzati nella memoria semantica (o memoria esplicita).
In questi casi nel bambino saranno operativi due diversi modelli, ma prevarrà quello memorizzato nella memoria semantica in quanto è più funzionale alla sopravvivenza; mentre l’altro sarà silente fino a quando non si presenteranno scene simile a quelle memorizzate nella memoria episodica, consentendo così alle “memorie disattivate” di poter raggiungere la coscienza.

News E' possibile inserire falsi ricordi, nella mente degli individui

Ira Hynan, dell’Università di West Washington, ha dimostrato in un esperimento che è possibile inserire falsi ricordi, nella mente degli individui.
Durante l’esperimento ha ricordato ad un gruppo di volontari alcuni fatti reali accaduti durante la loro infanzia inserendo, tra quelli reali, un falso avvenimento. Nessuno dei volontari ricordava il fatto quando gli venne raccontato per la prima volta, ma uno su quattro se ne convinceva dopo altre due sedute. Ciò accade in quanto possiamo dimenticare la fonte e il contesto dei nostri ricordi, quanto memorizziamo qualcosa.
Anche quando ci raccontano un falso episodio, questo viene memorizzato nel medesimo modo, per cui si possono dimenticare alcuni dettagli come quello di essere stato raccontato da qualcuno o che è un falso ricordo, per cui un episodio fittizio può somigliare ad un vecchio ricordo.
I neuroscienziati hanno osservato questo tipo di confusione nelle persone che soffrono di amesia della fonteE' un disturbo causato da una disfunzione della corteccia frontale che impisce di ricordare la fonte dei ricordi, per cui diventa difficile distinguere il vero dal falso, In quanto la corteccia frontale svolge un ruolo fondamentale nella regolazione delle emozioni che nascono nell’amigdala, ma che sono controllate dalla corteccia.
La mente dei bambini in età prescolare si comporta spesso come quella degli adulti che soffrono di lesioni alla corteccia frontale, in quanto la corteccia frontale matura lentamente ed è molto lontana dall’essere completa nell’infanzia.

News Nuove controversie sul DSM-5

Il National Institute of Mental Health (NIMH), l’agenzia federale statunitense che si occupa di finanziare la ricerca sui disturbi mentali, ha dichiarato con un post pubblicato la scorsa settimana sul blog del suo direttore che l’istituto prenderà le distanze dal nuovo manuale e dalle sue categorie diagnostiche.
«La forza di ciascuna edizione del DSM,» ha scritto Thomas Insel, «è stata la sua “affidabilità” – ogni edizione ha garantito che i medici utilizzassero gli stessi termini allo stesso modo. La debolezza è stata la sua mancanza di validità.» Le diagnosi su cui si basa il DSM, sostiene il direttore dell’NIMH, si basano su un insieme di sintomi più che su misure oggettive, un tipo di medicina che è stata in gran parte superata negli ultimi cinquant’anni, nella convinzione che i sintomi da soli non siano in grado di indicare il miglior trattamento da seguire.

News Il sonno senza sogni aiuta a potenziare la memoria

Il sonno oltre a regolare l’umore e la capacità a gestire le emozioni, è importante per favorire la manutenzione delle strutture cerebrali essenziali per la memorizzazione e l’apprendimento.
Il sonno è importante dopo aver appreso, per consolidare ciò che abbiamo memorizzato, ma è anche importante prima per liberare spazio nell’Ippocampo per poter memorizzare le nuove informazioni.
Secondo uno studio dell'Università di Berkeley, le ore di sonno durante le quali non si sogna (fase non-REM) sono essenziali, in quanto consentono di far spazio nel cervello per memorizzare nuove informazioni.
Infatti, gli impulsi elettrici generati durante fase non-REM del sonno, che costituiscono circa il 50% del tempo speso a dormire, favoriscono il collegamento fra le due aree del cervello che presiedono al processo di apprendimento. Questi impulsi aiutano a spostare i ricordi accumulati nell’Ippocampo (area a capienza limitata) nella Corteccia Prefrontale (area di capacità teoricamente infinita), consentendo così all’Ippocampo di recuperare spazio per la memorizzazione di nuove informazioni.
Poiché questi impulsi sono presenti prevalentemente durante la seconda parte del sonno, chi dorme meno di sei ore si priva di buona parte di questa importante funzione, pregiudicando la capacità ad imparare e a ricordare.

News Dichiarazioni Shock e denuncia di un Giudice

Nel video che segue un giudice denuncia dei fatti di una gravità enorme, che ha prodotto in molte persone sorpresa e incredulità. Lo stupore è che vi sono ancora persone che sembrano non sapere che esiste, nei casi di divorzi, un sistema alimentato dalle false accuse, che è responsabile dell’allontanamento dei bambini da uno o da entrambi i genitori.
Ormai la quasi totalità dei divorzi sono gestiti da alcuni psicoterapeuti e assistenti sociali corrotti o incompetenti, che sono parte del circuito del business dell’affidamento, gestito da potenti strutture LAICHE E RELIGIOSE, che ruotano intorno ai tribunali.
In Italia, senza alcun motivo, 35000 bambini vengono segregati in case famiglia o sottoposti ad anni di lunghe, inutile, costose e dannose psicoterapie, che trasformano un bambino sano in un futuro adulto patologico. Un business di circa due miliardi, pagati da ASL e Comuni, a case famiglie e a ISTITUTI RELIGIOSI che ricevono da 200 a 400€ al giorno per ogni bambino.

News Volevo essere tuo padre (lettera ricevuta diversi mesi fa)

VOLEVO ESSERE TUO PADRE. lettera già pubblicata in passato.
Ciao… forse non vedi tuo padre da molti anni… forse da una vita, forse non conosci neppure il suo volto, forse odi il tuo papà perché pensi che ti abbia abbandonato, forse non sai neppure che la casa in cui hai vissuto è un suo dono, forse non sai che ha sempre provveduto a te perchè non ti hanno mai detto che una parte dei soldi necessari per vivere erano suoi, forse non sai i doni che ti ha inviato e che non hai ricevuto, forse non sai quanto ha sofferto per te, sapendo che anche tu soffrivi anche se agli altri non appariva, forse non sai quante volte ti ha cercato e non ricordi che ti rifiutavi di vederlo, anche se nel tuo cuoricino ti mancava tanto, ma eri piccolo e non riuscivi a comprendere la confusione che avevano creato in TE, forse non lo ricordi perché in casa non vi era nulla che te lo ricordava, forse, forse, forse, quanti forse, forse hai letto tutte le domande che precedono questo messaggio, forse ora hai capito che chi doveva educarti ad amare, ti ha obbligato solo ad odiare, ma non devi essere arrabbiato con lei perché LEI NON HA MAI CONOSCIUTO L’AMORE, perché nessuno gli aveva mai insegnato ad amare.
Ora sei grande e forse non sei più un bambino, ora devi scegliere se vuoi trasferire sui tuoi figli l’odio che ti porti dentro, necessario per liberarti dal tuo senso di colpa, oppure insegnare ai tuoi figli l’amore di chi VOLEVA ESSERE TUO PADRE, ma che qualcuno gli ha impedito di esserlo. Sai spesso, anche i GRANDI non possono nulla contro l’ingiustizia e la cattiveria.

News La separazione dei bambini dai genitori e ambivalenza affettiva

Secondo Bowlby, le ripetute separazioni di un figlio da un genitore, sono particolarmente dannose per lo sviluppo della personalità del bambino, a causa dell’intensità dell’esigenze libidiche e dell’odio scatenato dalla separazione.
Infatti, una delle più dannose conseguenze della separazione da un genitore, è l’aumento dell’ambivalenza affettiva (cioè, dei sentimenti contrastanti odio, amore), che diventa così intensa che, l’immaturo sistema psichico del bambino, non è in grado di equilibrare con armonia.
Questi schemi patologici di regolazione, creati dall’aumento dell’ambivalenza affettiva e messi in atto dal bambino, possono continuare a persistere nel tempo e condizionare anche le sue future relazioni affettive. Ad esempio, nei casi di alienazione genitoriale, un bambino potrebbe manifestare un’aggressività anche nei confronti del genitore alienante che lo giustifica affermando che tale comportamento è prodotta dalla rabbia del figlio nei suoi confronti in quanto lo obbliga a frequentare il genitore alienato. Ovviamente è una indegna menzogna.

News La qualità dell’accudimento determina il comportamento

La prima forma di attaccamento è costituito da un profondo legame che si stabilisce fra il bambino e le sue figure di riferimento (i genitori), dai quali non desidera essere separato perchè ha bisogno di ricevere cura, amore e sicurezza da entrambi i genitori. Ha bisogno di queste figure di riferimento per poter avere conferma sulle sensanzioni che vive e che non riesce pienamente a comprendere.
Su questa dipendenza fisica ed emotiva, il bambino costruisce la sua base sicura, da cui dipenderà la sua autonomia e maturità, attraverso una lenta fase di crescita, che principalmente consiste nella acquisizione della capacità a sapersi separare dall’oggetto del suo amore, senza che questa separazione comporti una perdita interna, come amore interiorizzato, affidabile e sicuro, a cui è sempre possibile accedere, anche se la persona non è fisicamente presente.
La qualità dell’accudimento e dell’affetto ricevuto determinerà gli stili di comportamento che guiderà il bambino nelle sue future relazioni affettive, determinerà il modello su cui si orienterà nella scelta del partner e sul come si comporterà nella relazione con l’altro.

News Interazione viso-a-viso madre-bambino

Quando una madre e un bambino di due o tre settimane sono faccia a faccia si verificano fasi di vivace interazione sociale, alternate a fasi di disimpegno. Ogni fase di interazione comprende espressioni facciali e vocalizzi, durante il quale il neonato si orienta verso la madre con movimenti agitati delle braccia e delle gambe. Mentre l'inizio e la fine dell'interazione da parte del bambino tendono a seguire un proprio ritmo autonomo, una madre sensibile regola il proprio comportamento in modo da accordarlo con quello del figlio, creando così con lui un dialogo

News La socialità dei bambini è determinata dalle cure genitoriali

Mary Ainsworth aveva notato che i bambini, ai cui segnali le madri avevano risposto con sensibilità durante il primo anno di vita, piangevano di meno e si dimostravano più desiderosi di accordarsi ai desideri dei propri genitori, rispetto ai figli le cui madri avevano risposto con minor prontezza. Quindi i bambini hanno una tendenza innata a svilupparsi in modo socialmente cooperativo. Che lo facciano o meno, dipende da come vengono trattati dai loro genitori